I Comuni

Comune di Camposano

Etimologia del nome

Il toponimo Camposano, sulla base delle attestazioni storiche e della stessa forma locale, non sembra collegato a campo, bensì a un personale latino Campasius, con la desinenza -ānus, tipica degli etnici. La vocale -o- sarebbe quindi una ricostruzione paretimologica. Allo stesso modo, sono da considerarsi paretimologie la derivazione da un tempio dedicato al dio Giano denominato Campus Iani e la storia dei profughi nolani che vi trovarono salvezza e salute. Per questo motivo il luogo sarebbe stato chiamato “Campo sano”.

Fondazione

Le origini del paese sembrano risalire al tempo della seconda guerra punica. Il comune sorge costeggiando il percorso dell’antico fiume Clanio, che oggi costituisce il confine tra Camposano e Cicciano, conservando ancora alcune tracce della centuriazione romana con la classica pianta a scacchiera. Prime attestazioni di una frequentazione del territorio risalgono orientativamente al periodo del I secolo a.C. – I secolo d.C., grazie al ritrovamento di alcuni cippi funerari romani, alcuni dei quali presumibilmente incassati nella pavimentazione della chiesa della Santa Croce mentre di uno di essi, ritrovato dallo storico G. Remondini presso la “Congregazione” (Chiesa del Rosario).

Vi sono inoltre alcune porzioni di colonne romane, una delle quali utilizzata come basamento per la statua di San Gavino posta nella villetta comunale di nuova costruzione. Le prime notizie su Camposano risalgono al 1308, quando il luogo era un semplice agglomerato di case. Questo piccolo villaggio però, crebbe con molti rifugiati che appunto preferirono l’aria pura della campagna; così da un centinaio di persone il numero salì progressivamente. Un particolare momento florido si ebbe nella seconda metà del Settecento con la realizzazione della strada principale che collega (ancora oggi) Camposano ai vari centri dell’Agro nolano. Il toponimo “Camposano” ha subito vari mutamenti negli anni. È infatti attestato verso la metà del Settecento come “Campasano” nell’opera di Gianstefano Remondini, all’interno della quale vi è una descrizione delle varie epigrafi romane ritrovate sul territorio del comune.

Inoltre, in altri documenti tra cui un resoconto militare e un’illustrazione della Diocesi di Nola, esso compare menzionato come “Campassano”. In una descrizione del 1798 riguardante il regno delle due Sicilie esso è così menzionato: “Casale, Diocesi di Nola, feudo di casa Mastrilli, d’aria buona, fa di popolazione 2018”. Nell’autunno del 1842 la prima divisione dell’esercito regio, comandata dal Maresciallo di campo Lecca, occupò la zona dislocando 7 battaglioni di fanteria della brigata del tenente Wonderweid sul territorio di “Campassano”

Architettura religiosa

  • Chiesa di San Gavino
  • Chiesa del Rosario
  • Chiesa della Santa Croce
  • Chiesa Cristiana Evangelica Pentecostale

 

Monumenti civili

  • Palazzo Scotti
  • Villa Comunale
  • Colorata, Museo dell’Illustrazione