Marigliano

Monumenti Rinascimentali

Chiostro del Santuario della Madonna della Speranza, Convento dei Frati Minori di San Vito

Le evidenze rinascimentali nel comune di Marigliano si riducono, purtroppo, a frammenti stratificati: le lapidi cinquecentesche lungo via Giannone, la forma delle chiese e poco più.

L’unica presenza propriamente rinascimentale è il Chiostro del Santuario della Madonna della Speranza, Convento dei Frati Minori di San Vito.

Gioiello dell’intero complesso, il Chiostro presenta pianta rettangolare con arcate a tutto sesto, rette da colonne verosimilmente di epoca molto più antica e provenienti da materiali di spoglio. Il pozzo centrale in pietra lavica reca gli stemmi dell’Ordine e dell’Università di Marigliano.

La Chiesa dell’attuale complesso monastico viene menzionata per la prima volta in una pergamena del 29 maggio 1309, contenente un esposto al Re Carlo d’Angiò da parte di Pietro Spata, rettore della Chiesa stessa. La Pergamena è riportata dal Remondini e conservata nell’archivio della Curia di Nola. Nel 1946 il Conte Alberico Carafa I decise di fondare il Convento. Fece abbattere la primitiva Chiesa e ne fece costruire una più ampia a tre navate.

Alla fine del 1500 fu aggiunta l’abside quadrata sormontata da cupola e l’attigua Cappella d’Avenia. Del periodo fra 1400 e 1500 rimangono, l’acquasantiera della sacrestia e alcune piastrelle di maiolica che circondano la tomba di San Vito.

Sul soffitto della navata fa mostra di sé una tela, opera del pittore Salvatore Caliendo di Palma Campania, che fu realizzata nel 1927 per sostituire l’originaria tela di Flaminio Vitale di Cardito che, nel 1717, aveva dipinto la Gloria di San Vito e la sua deposizione nel sepolcro. La tela andò perduta a causa di un temporale durante i lavori di ristrutturazione del 1926.

L’interno, originariamente a 3 navate, ha subito nel tempo molti rimaneggiamenti. Attualmente appare a unica navata centrale, ma si riconosce l’originaria pianta a tre navate, di cui quella destra oggi termina con la recuperata Cappella D’Avenia e la sinistra è stata adibita a luogo penitenziale con l’inserimento dei confessionali. Al termine di quest’ultima, verso la sacrestia, si trova la Tomba di San Vito. La navata è dominata dal crocifisso ligneo del XVI secolo, posto in fondo al presbiterio.